Durante qualche gita fuori porta con amici o parenti, magari in un agriturismo, vi sarà sicuramente capitato di assaggiare della selvaggina.
In caso voi vogliate riprodurre a casa quella ricetta che vi è tanto piaciuta, qui vi proponiamo dei consigli che potranno servirvi per la perfetta riuscita della vostra grigliata, oltre alla marinatura che ci pare essere il metodo migliore per ottenere una buona cottura.

La carne di cervo

La selvaggina è una carne molto più magra rispetto al manzo e al maiale comuni; comunque la cuociate bisogna trovare un modo per compensare la secchezza fisiologica. Questo significa aggiungere qualche ingrediente grasso. Un metodo consigliatissimo è la tecnica della marinatura in un composto che contenga almeno il 30% d’olio. Un’altra tecnica può essere quello di ricoprire le carni selvatiche con bacon o pancetta.
Se volete arrostire e affumicare cosce o spalle di cervo, avvolgetele nell’alluminio dopo le prime ore di cottura; questo accorgimento servirà a trattenere l’umidità.

La carne di bufalo

Le bistecche di bufalo si presentano senza osso e la loro carne è piuttosto secca ma estremamente magra. Potete preparare una marinatura, aggiungendo molto olio o altrimenti cospargendole di olio, burro o con del grasso di manzo prima di servirle. In alternativa, appena le togliete dalla griglia, potete condirle con una noce o due di burro.

La carne di struzzo e cinghiale selvatico

Ancora una volta la marinatura è l’idea migliore. Una marinatura a base di aceto di vino rosso e olio d’oliva funziona a meraviglia su queste carni.